Un ulteriore blog birrario: moda o necessità?

Scritto il 18 Ott 2011

Rinnovando drasticamente il nostro sito web, io e Gennaro abbiamo dovuto decidere se era veramente il caso di inserire al suo interno un blog.

Le polemiche del CAMRA sui blog birrari dei giorni scorsi non ci hanno condizionato, perché con poco tempo a disposizione per elaborare questi contenuti, l’ideazione del sito è avvenuta molti mesi fa.

E’ vero che in rete si trova tutto ed il contrario di tutto ed è difficile capire se quanto si legge è la verità o una mistificazione involontaria o manipolatoria.  Per questo esistono forme di informazione che sono più certificate di altre e per questo è addirittura nati progetti in cui dei revisori esperti si occupano di “certificare” che quanto viene scritto in certe pagine corrisponde a verità.

C’era, in questo bailamme, bisogno di un nuovo blog birrario? C’era spazio per un nuovo blog che si occupasse di birra? Io credo che ci sia sempre la libertà per tutti di fare tutto, di mettersi anche semplicemente in mostra e farsi vedere non come esperti, ma come semplici appassionatie supporters.

Ma con blog come quelli di Andrea Turco, Maurizio Maestrelli, Marco Pion, Agostino Arioli, Nicola Utzeri, Alberto Laschi, Lelio Bottero, Alessio Leone non c’è né spazio né bisogno di censire il movimento birraio nazionale ed internazionale.  Ma anche se ce ne fosse stata l’opportunità, chi siamo noi per occuparci di ciò? Siamo dei semplici produttori artigianali, abbiamo le nostre opinioni ed il nostro vissuto, ma l’autorevolezza è ben altra cosa!

Quando abbiamo avuto qualcosa da dire ci sono stati dei blog come “Cronache di birra” e “Birragenda”, tanto per citare gli ultimi che ci hanno dato spazio.
Quindi, per chiudere, non serviva un nuovo blog. Invece c’è, lo state leggendo! Perché dunque? Per migliorare il rating del sito? No, le ragioni di questa decisione sono essenzialmente due:

La prima trae origine dall’aver notato che sempre di più nelle degustazioni le domande che fioccano più frequentemente riguardano la storia del birrificio, la motivazione e la passione del birraio, il perché si è intrapresa una determinata avventura e perché si sono fatte determinate scelte. Anche nel mondo birrario sono usciti libri che hanno puntato l’occhio più sulla storia del birraio e del birrificio che sulle birre prodotte, ad ulteriore testimonianza che questi contenuti sono per una frazione del pubblico, di qualche interesse. Allora comunicare raccontando se stessi può essere un modo possibile per parlare agli altri e farsi conoscere, per creare un rapporto con i clienti attuali e potenziali o con appassionati.  Il tempo investito in questa comunicazione verrà ripagato dal fatto che delle persone, curiose o appassionate, visiteranno periodicamente la tua vetrina.

La seconda purtroppo è figlia della prima. Sappiamo cosa comunicare, cosa interessa alla gente, ma in che modo farlo in maniera sostenibile? Un piccolo produttore non ha il tempo per il fai-da-te il contenutista e non ci sono le risorse economiche per pagare dei contenutisti esterni per aggiornare costantemente e quindi rendere interessante ritornare su un determinato sito web. Se il pubblico cerca notizie, informazioni fresche, non puoi avere delle pagine il cui aggiornamento è stato fatto 18 mesi prima…

Le Newsletter sono più fredde perché vengono spedite come allegati ed i visitatori non possono inserire i loro commenti e comunque servono dei grafici e del tempo per selezionare le notizie. Quindi per tenere acceso nel tempo un filo di comunicazione tra chi produce e chi compera, la via più semplice ed economica, è creare anche un blog.

Non è comunque una cosa semplicissima, perché richiede tempo, applicazione e programmazione, in quanto non puoi scrivere sette articoli per sette giorni consecutivi e poi non postare nulla per il mese successivo. Un rapporto di comunicazione deve avere determinate regole, non ultima la periodicità.

Quindi ci siamo e parleremo di noi, delle nostre scelte, delle esperienze fatte, dei contatti che ci hanno arricchito, delle angherie che abbiamo subito, delle idee per le prossime birre o le future attrezzature, nel tentativo costante di divulgare i nostri sforzi per produrre birra di qualità, ma anche nel cercare di non venir trascinati nel gorgo dell’insolvenza finanziaria.

Questa è dunque per noi la direzione giusta nell’approcciare ad una comunicazione attiva per un piccolo produttore: parlare di ciò che conosce bene: se stesso e la propria azienda. Una voce che può interessare o meno al grande pubblico, ma su cui non si può essere facilmente smentiti.

Ci auguriamo che la novità sia di interesse almeno per i più affezionati e speriamo di ricevere commenti, positivi o negativi, comunque costruttivi.

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