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Drago della Selva

Quella del Drago della Selva è una leggenda antica, di cui si ignora la genesi. Tra le tante versioni in circolazione, che tirano in ballo anche San Giorgio,  la più plausibile sembrerebbe seguente: Al tempo in cui gli Sforza governavano Santa Fiora, si sparse in paese la notizia che un orribile serpente si aggirava nei boschi uccidendo bestie e uomini. Tutti ne parlavano e ogni volta che succedeva qualcosa, scoppiava un incendio o spariva un uomo o un animale, la colpa ricadeva sempre sul drago che veniva chiamato il “Cifero serpente”.  Nessuno in realtà lo aveva mai visto, ma si raccontava che si fosse stabilito in quei luoghi perché scontento della signoria degli Sforza, che nel 1439, dopo il matrimonio tra Cecilia Aldobrandeschi e Bosio Sforza, erano subentrati ai conti Aldobrandeschi nel governo della città. Altri invece sostenevano che fosse d’accordo con gli stessi conti. Un giorno Guido Sforza, stanco della situazione che si era creata, annunciò che sarebbe andato a caccia del drago e che lo avrebbe ucciso. Come andarono le cose nessuno lo sa, ma con alla fine il conte lo uccise e nel luogo dello scontro fece erigere una cappella intitolata alla Vergine Maria, dove successivamente nacque il convento della Selva. Poi, per dimostrare di aver ucciso veramente il drago, mostrò a tutti il teschio della bestia che ancora oggi si conserva nel convento. Studi recenti affermano che la reliquia è probabilmente la mascella di un coccodrillo, trofeo di caccia di qualche personaggio locale, ma non dispiace credere che sia appartenuta al “Cifero serpente”, uno dei tanti draghi che popolavano le foreste della Maremma incarnando le paure dei suoi abitanti.
Questa leggenda ben si abbina dunque ad una birra corposa, dal gusto affumicato come se l’alito stesso del Drago gli avesse conferito questo particolare sapore.
La Drago della Selva viene prodotta utilizzando 4 diverse varietà di malto, una di queste è un malto proveniente dalla Scozia, che viene essiccato non in forni elettrici o ad aria calda, ma come tradizione con il fumo ed il calore prodotto dalla torba. Questo procedimento conferisce un sapore affumicato dolciastro e fenolico, del tutto simile a quello di molti whisky “torbati” della Scozia, che impiegano una percentuale di questo particolare malto d’orzo. Oltre ai luppoli inglesi impiegati, un ingrediente fondamentale si rivela anche l’acqua, quella dell’acquedotto del Fiora, particolarmente pura e leggera, proprio perché attraversa lunghi strati di roccia porosa di origine vulcanica.
E’ una birra ad alta fermentazione, che impiega dei lieviti inglesi, rifermentata due volte, la prima in un fermentatore e la seconda in bottiglia. Questo fa sì che possa essere conservata per 12 mesi dall’imbottigliamento a temperatura ambiente (max 28°C) al riparo dalla luce. Come tutte le birre artigianali di qualità, è prodotta con le migliori materie prime e con metodi semplici ed antichi. Il prodotto finale, non pastorizzato, presenta aromi e sapori molto particolari. La rifermentazione in bottiglia porta ad una carbonatazione naturale, che non dilata lo stomaco.
Le bottiglie da 0,75 L resistenti ad elevate pressioni , sono tappate con speciali tappi a corona con una membrana (bidul) che garantisce l’assenza di contatto della birra con il materiale del tappo ed una migliore tenuta.
La Drago della Selva è prodotta tutto l’anno, nei formati da 0,33 L e da 0,75 L. Sono anche disponibili su ordinazione dei fustini da 5 Litri con valvola di CO2 interna, che garantiscono l’integrità del prodotto per diversi giorni.
Il confezionamento è in cartoni da 6 bottiglie per il formato da 0,75 L mentre è da 15 bottiglie per il formato da 0,33 L. Questo ultimo confezionamento a breve sarà sostituito da una presentazione a 24 bottiglie.
Tempo Medio di Conservazione: 12 mesi al buio ed a temperature < di 28°C. Per ottenere la migliore carbonatazione si consiglia di lasciare in frigorifero la bottiglia almeno 24 ore e successivamente porla a temperatura ambiente almeno 10 minuti prima della somministrazione

Specifiche Drago della Selva

Ingredienti:

acqua, malto d’orzo e frumento.

Scheda di degustazione:

Scheda di degustazione:

Stile Birra affumicata
Gradi5,5 – 6,5
Temperatura di servizio10 – 14°C
Bicchiere Calice a chiudere
Schiuma Schiuma non abbondante, ma compatta.
Colore Giallo oro intenso
Aroma Le note di torba emergono e raggiungono l’olfatto solo se la temperatura di servizio volge ai 14 – 15°C
Gusto Al gusto si percepisce immediatamente questo affumicato fenolico. Dopo qualche istante sparisce lasciando il campo ad una birra moderatamente corposa, con note speziate, che diventa più secca nel finale.

Abbinamenti

minestre di verdure, formaggi stagionati o affumicati, salumi affumicati. Pesce: salmone affumicato o altri pesci di fiume sempre affumicati. Aringhe, baccalà e stoccafisso se cucinati con salse ed aromi. Un ottimo sodalizio è con le ostriche, se si amano i contrasti forti tra i due sapori. Tra i dolci da abbinare troviamo: cioccolato fondente o extrafondente e dolci a base di cioccolato.

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